Yuri Gagarin, 60 anni fa il russo diventava il primo uomo a viaggiare nello spazio

Il 12 aprile 1961 l'URSS staccava gli Stati Uniti nella corsa allo spazio e Yuri Gagarin scriveva indelebilmente il suo nome nella storia.

Il primo uomo nello spazio. Distrattamente o in preda alla confusione qualcuno potrebbe rispondere si tratti di Neil Armstrong, l’astronauta statunitense che il 21 luglio 1969 divenne il primo uomo a mettere piede sulla Luna. Ma prima di lui, il 12 aprile 1961, fu Yuri Gagarin a scrivere la storia. Nato il 9 marzo 1934 a Klusino, in Russia, la sua missione iniziò a Mosca esattamente alle 9.07. A distanza di 61 anni, ripercorriamo quel giorno storico. 

 

YURI GAGARIN, IL PRIMO UOMO NELLO SPAZIO

 

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È il 12 aprile 1961, siamo in piena Guerra Fredda. A Mosca sono le 9.07 quando l’astronauta Yuri Gagarin, a bordo della navicella Vostok 1, s’appresta a diventare un eroe nazionale in Unione Sovietica. Nato il 9 marzo 1934 in una fattoria nell'Oblast di Smolensk, una regione situata a ovest di Mosca, Gagarin entra nell’aviazione sovietica nel 1955 dopo essersi diplomato all'Accademia aeronautica. Qui viene scelto per svolgere l’addestramento del primo gruppo di cosmonauti dell'URSS. Si tratta del programma Vostok che permetterà all’Unione Sovietica di staccare momentaneamente gli Stati Uniti nella corsa allo spazio. Yuri Gagarin ha solo 27 anni quando il 12 aprile 1961 sale a bordo della capsula spaziale Vostok 1. In quel momento si rende conto che i libri di storia sono pronti ad accoglierlo: sta infatti per diventare il primo essere umano a viaggiare nello spazio. A una velocità di circa 27400 km/h, Gagarin compie un giro attorno alla terra raggiungendo una distanza massima dalla superficie terrestre di circa 327 km

 

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Una volta rientrato in atmosfera, viene espulso dalla capsula e apre il paracadute davanti a migliaia di persone estasiate. Una missione, questa, che era di fatto iniziata quattro anni prima con il lancio dello Sputnik, un satellite artificiale partito anch’esso dal cosmodromo di Baikonur. Gli Stati Uniti riusciranno a “pareggiare” solo il 20 febbraio 1962, quando manderanno in orbita John Glenn per una durata di 108 minuti. L’URSS però farà segnare un nuovo vantaggio il 14 giugno 1963 con Valentina Tereshkova che diverrà la prima donna nello spazio. Completata la missione, Gagarin riceve numerose onorificenze e viene proclamato eroe nazionale. Non tornerà mai più nello spazio ma prenderà parte attivamente ad altre missioni. Morirà tragicamente il 27 marzo 1968 in un incidente aereo avvenuto in circostanze tutt’altro che chiare. Tra le tante ipotesi fatte, la più realistica è quella sostenuta dal pilota amico di Yuri, Aleksey Leonov, secondo cui Gagarin avrebbe cercato di evitare la collisione con un caccia che non avrebbe dovuto essere su quella rotta.  

 

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