James Cameron e il viaggio nella Fossa delle Marianne, il punto più profondo al mondo

Il 26 marzo 2012 il regista canadese è diventato il primo uomo a raggiungere in solitaria la Fossa delle Marianne, il punto più profondo al mondo con i suoi 10.898 metri.

Il primo uomo a raggiungere in solitaria la Fossa delle Marianne, il punto più profondo al mondo. A compiere questa impresa il 26 marzo 2012 è stato James Cameron, che a bordo del batiscafo Deepsea Challenger è arrivato alla profondità di 10.898 metri. "Sono appena arrivato nel punto più profondo dell'Oceano Pacifico. Toccare il fondo non è mai stato così bello. Non vedo l'ora di condividere con voi ciò che vedo", queste le parole pronunciate dal 57enne regista canadese, che ha realizzato alcuni tra i film più amati di sempre come Titanic e Avatar. Come detto Cameron è stato il primo a compiere questa immersione in solitaria nel punto più profondo della Terra. Nel gennaio del 1960 l'avevano infatti portata termine, a bordo del batiscafo di fabbricazione italiana Trieste, l'oceanografo svizzero Jacques Piccard e l'ufficiale di Marina americano Don Walsh. Dopo di loro ci erano riusciti due robot sottomarini, il giapponese Kaiko nel 1995 e l'americano Nereus nel 2009. Poi ecco James Cameron che con il suo Deepsea Challenger, un mini-sottomarino a forma di siluro lungo sette metri e capace di resistere a una pressione di più di 1,2 tonnellate per centimetro quadrato, è sceso a una velocità di 150 metri al minuto e ha raggiunto solo soletto il punto più profondo della Terra, la Fossa delle Marianne, dove si stima che vivano 750mila specie marine (tre volte quelle già conosciamo) non ancora catalogate dalla scienza. Nei giorni precedenti il Deepsea Challenger aveva già toccato il fondale senza pilota per una prova. 

 

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JAMES CAMERON E IL VIAGGIO NELLA FOSSA DELLE MARIANNE

 

Cameron sarebbe dovuto rimanere sul fondale per ben sei ore, ma alla fine è risalito dopo 2 ore e 36 minuti a causa di un problema al sistema idraulico del sommergibile monoposto sui cui era a bordo. Questo non gli ha impedito però di portare a termine la sua missione, ovvero prelevare campioni del suolo marino e fare foto e video che aiutassero la ricerca scientifica. La risalita è durata 70 minuti, il batiscafo è riemerso alle 4 del mattino ora italiana a 500 chilometri a sud-ovest dell'isola americana di Guam. Un'impresa, questa, frutto di un lavoro di 8 anni e del preziosissimo supporto dello Scripps Institution of Oceanography, del Jet Propulsion Laboratory e dell'Università delle Hawaii. "È un posto - ha raccontato Cameron parlando della Fossa delle Marianne - molto lunare, molto desolato e molto isolato. Mi sono sentito come se nello spazio di un giorno fossi andato su un altro pianeta e fossi tornato indietro. È un mondo assolutamente uniforme, del tutto alieno. Precipitare nel baratro spalancato dell'oceano, attraverso l'oscurità, è un qualcosa che un robot non è in grado di descrivere. Dalla mia prospettiva è stato il culmine di un sogno lungo una vita. Spero di non dover scegliere mai tra il mio amore per la ricerca oceanica e il lavoro nel cinema ma di portare avanti queste due passioni parallelamente".

 

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