Hitler rompe il patto di non aggressione con la Polonia: era il 28 aprile 1939

Il 28 aprile 1939 Hitler annullò unilateralmente il patto di non aggressione con la Polonia, apprestandosi così a scatenare la Seconda Guerra mondiale.

Adolf Hitler annulla unilateralmente il patto di non aggressione con la Polonia e si prepara di fatto a scatenare la Seconda Guerra mondiale. Accadeva il 28 aprile 1939, esattamente 82 anni fa. Una mossa, questa, che provocherà milioni di morti e feriti e ridurrà in macerie l'intera Europa. Ricostruiamo come si è arrivati a questo punto di non ritorno. 

 

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HITLER ROMPE IL PATTO DI NON AGGRESSIONE CON LA POLONIA: ERA IL 28 APRILE 1939

 

Il patto di non aggressione, che prende anche il nome di patto Hitler-Piłsudski, viene sottoscritto il 26 gennaio 1934. I firmatari sono la Germania nazista e la Seconda Repubblica di polonia. Con questo trattato internazionale i due Paesi si impegnavano a risolvere i loro problemi evitando un conflitto armato per i successivi dieci anni. I rapporti tra Germania e Polonia erano tesi da quando il Trattato di Versailles aveva stabilito lo spostamento del confine tra i due stati. Con il patto di non aggressione la Germania riconosceva finalmente i confini della Polonia e le due potenze cessavano di imporsi a vicenda vincoli economici. Ma l’errore del generale, politico e dittatore polacco Piłsudski fu quello di sottovalutare l’emergente cancelliere Adolf Hitler (in carica dal 1933), considerato meno pericoloso dei suoi predecessori.  

 

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E in effetti Hitler adottò un atteggiamento distensivo nei confronti della Polonia, ma dietro le quinte iniziò a porre le basi per il suo progetto di costituzione della Großdeutschland, la Grande Germania, ovvero l'unificazione dei territori aventi la maggioranza della popolazione di lingua ed etnia tedesca. Nei successivi anni le mire espansionistiche di Hitler non furono praticamente contrastate e la Germania nazista riuscì senza fatica ad annettere l’Austria e i Sudeti e a creare il protettorato in Cecoslovacchia. Poi Hitler si voltò nuovamente verso la Polonia e il 21 marzo 1939 presentò tre richieste al Governo polacco: la restituzione della città di Danzica, il consenso alla costruzione di una ferrovia e di un'autostrada extraterritoriali (e quindi privi di dazi doganali), per collegare Germania e Prussia Orientale attraverso il cosiddetto corridoio di Danzica, e una garanzia a lunga scadenza del nuovo assetto territoriale. 

 

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Al rifiuto polacco, Hitler reagì occupando la città di Memel in Lituania. Il 31 marzo 1939 Francia e Gran Bretagna iniziarono a preoccuparsi e garantirono il loro appoggio alla Polonia in caso di violazione dei suoi confini. Ma Hitler non si fermò, anzi. Il 3 aprile diede ordine di preparare un piano per l'invasione della Polonia e il 28 aprile, dopo aver convocato a Berlino l'ambasciatore polacco Józef Lipski e avergli comunicato che i termini delle richieste avanzate non fossero ormai negoziabili, considerò unilateralmente nullo il patto di non aggressione. Il 1° settembre si arrivò all'invasione territoriale della Polonia da parte della Germania nazista, dotata di un’impressionante esercito grazie ai 24 miliardi di dollari spesi tra il 1935 e il 1939. Oltre 1 milione e 500mila soldati tedeschi affrontarono appena 900mila polacchi. Sarà questa la scintilla che farà scoppiare la Seconda Guerra mondiale. 

 

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