Giornata internazionale del Mediterraneo: omaggiamo il "Mare nostrum" con Antonino Cannavacciuolo

Nella giornata internazionale del mar Mediterraneo, ricordiamo quando lo Chef si imbarcò per una sfida dedicata alla pesca e alle nostre acque.

L’8 luglio si celebra la Giornata internazionale del mar Mediterraneo. È un'occasione ideale per celebrare le meraviglie del "Mare nostrum" (così lo chiamavano i romani) e ricordare quando Antonino Cannavacciuolo si imbarcò per affrontare una sfida dedicata al mare e alla pesca. Lo Chef ha attraversato il Belpaese dal nord al sud incontrando pescatori e scoprendo le ricette di pesce tipiche delle località marine. Ma prima che il viaggio inizi, dobbiamo anche parlare dei problemi che oggi affliggono uno dei mari in grado di accogliere il maggior numero di specie viventi in tutto il pianeta. 

 

GIORNATA INTERNAZIONALE DEL MAR MEDITERRANEO: QUANTI PROBLEMI PER IL "MARE NOSTRUM"...

 

Sì, perché le acque in cui è presente circa l’8% delle specie marine mondiali devono fronteggiare il cambiamento climatico, l’incontrollato sfruttamento ittico e soprattutto l’inquinamento crescente. Un dato su tutti, reso noto dal WWF, rende l’idea della complessità della situazione: ogni sessanta secondi finiscono nel Mediterraneo più di 33mila bottiglie di plastica, per un totale di 570mila tonnellate all’anno. Cifre spaventose che sono destinate a peggiorare a meno di drastici interventi risolutori. E nel “Mare nostrum” lo scenario è tra i peggiori al mondo visto che si tratta di un bacino parzialmente chiuso dove gli scambi d'acqua con l'Oceano Atlantico sono minimi. 

 

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Come detto, sono altri due i problemi da risolvere che stanno mettendo a rischio la biodiversità del Mediterraneo: lo sfruttamento ittico (il costante aumento della domanda non accenna minimamente ad arrestarsi) e i cambiamento climatici che nei prossimi anni potrebbero portare a un aumento di 2 gradi centigradi della temperatura globale (causando l’estinzione di numerose specie animali) e all’innalzamento del livello del mare (quasi 6mila km quadrati di territorio costiero potrebbe essere sommerso entro il 2100). 

 

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Impossibile poi ignorare i problemi geopolitici che hanno trasformato il Mediterraneo nel più grande cimitero d’Europa. Sono impressionanti i numeri delle vittime tra i migranti (più di 1300 solo nel 2019) che ogni giorno tentano di raggiungere l’Italia su imbarcazioni di fortuna partendo dai Paesi dell’Africa settentrionale e subsahariana nella speranza di ottenere un futuro migliore. Vite che restano senza nome e senza volto. Storie che meritano di essere ricordate ogni giorno. Non solo l'8 luglio.

 

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