Everest, il 5 maggio 1973 i primi italiani sul tetto del mondo

Sono passati 48 anni dal giorno in cui il ventisettenne sergente alpino Minuzzo e il commilitone ventunenne Rinaldo Carrel raggiunsero la vetta dell'Everest diventando i primi italiani sul tetto del mondo.

Mirko Minuzzo e Rinaldo Carrel. Sono i primi italiani che esattamente 48 anni fa, il 5 maggio 1973, hanno raggiunto gli 8848 metri dell'Everest, la montagna più alta del mondo. In occasione dell'anniversario di questa impresa storica, ricordiamo quella spedizione leggendaria e vi consigliamo di guardare su discovery+ gli speciali Everest: il grande mistero, Everest: questione di vita o di morte e Bear Grylls vs. Everest

 

EVEREST, 48 ANNI FA I PRIMI ITALIANI IN VETTA: GUARDA LO SPECIALE SU DISCOVERY+ 

 

Prima del 5 maggio 1973 nessuno aveva portato il tricolore sul tetto del mondo. Diversi italiani avevano scalato il K2 con i suoi 8611 metri, ma nessuno aveva conquistato l'Everest. Ed era proprio questo l'obiettivo della "spedizione Monzino" (da Guido Monzino, uno dei più grandi esploratori della storia), composta da 55 militari della Scuola alpina di Aosta e da otto civili. Una spedizione che durò ben tre mesi e durante la quale vennero utilizzate 110 tonnellate di materiale. I primi italiani a toccare la vetta situata a 8848 metri furono il ventisettenne sergente alpino Minuzzo e il commilitone ventunenne Rinaldo Carrel, di Valtournenche, insieme agli sherpa Shambu Tatang e Lhakpa Tenzing. Il giorno successivo salirono Plaudo Benedetti, Virginio Epis e Fabrizio Innamorati. Poi arrivò il maltempo e il tentativo con una terza cordata fu annullato.  

 

EVEREST: QUESTIONE DI VITA O DI MORTE. GUARDA LO SPECIALE

 

Ma chi erano Minuzzo e Carrel, i primi italiani a conquistare la vetta del mondo? Erano alpinisti esperti, autori già di grandi imprese come la spedizione al Polo Nord fatta con Guido Monzino nel 1971. Un viaggio durato 60 giorni e iniziato a Cap Columbia, il punto più settentrionale dell'isola di Ellesmere e del Canada. Quella fu la prima e tutt'oggi l'unica spedizione che ha raggiunto il Polo Nord con slitte trainate da cani (ben trecento) e con equipaggiamento originale confezionato dagli eschimesi di Qaanaaq nel 1971. Quel gruppo toccò i 90° di latitudine Nord alle 9.55 del 19 maggio 1971 e sperimentò temperature di -50°. Parliamo di uomini che hanno scritto la storia, eppure di loro sono in pochi a ricordarsi. 

 

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Ma c'è un motivo se oggi Minuzzo e Carrel non sono conosciutissimi. La "colpa" è da attribuire a Reinhold Messner e Peter Habeler, che appena cinque anni dopo quel 5 maggio 1973 divennero i primi ad arrivare in cima all'Everest senza ossigeno. Ci riuscirono il 20 agosto 1980, una data impossibile da dimenticare quando si parla di storia dell'Alpinisimo. E come se non bastasse, due anni dopo Reinhold Messner, nativo di Bressanone, bissò la sua impresa risalendo da solo sull'Everest sempre senza ossigeno. Ma chissà, forse Messner senza la "spedizione Monzino" non avrebbe mai tentato quella folle salita, spinto dalla voglia di infrangere nuovi record. Di sicuro tutti gli italiani dovrebbero ringraziare Minuzzo, Carrel e l'intera spedizione Monzino per aver portato virtualmente un paese intero sulla vetta del mondo. 

 

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