L'11 gennaio 2008 moriva Edmund Hillary, primo uomo a raggiungere la vetta dell'Everest

In occasione dell'anniversario della morte di Edmund Hillary, torniamo al 1953 quando l'alpinista neozelandese conquistò per primo la vetta dell'Everest insieme allo sherpa Tenzing Norgay.

L’11 gennaio 2008 se ne andava all’età di 88 anni Sir Edmund Hillary, protagonista di una delle imprese più incredibili che l’uomo abbia mai compiuto. Il 29 maggio 1953, assieme allo sherpa Tenzing Norgay, l’alpinista neozelandese fu infatti il primo a conquistare la vetta dell'Everest, la montagna più alta del mondo con i suoi 8849 metri. In occasione dell'anniversario della sua scomparsa guarda su discovery+ il documentario "Everest: il grande mistero" in cui Jake Norton e il suo team scalano l’Everest per capire chi sia stato realmente il primo alpinista ad arrivare in cima.

 

SIR EDMUND HILLARY: IL PRIMO UOMO A RAGGIUNGERE LA VETTA DELL'EVEREST

Quella del 1953 fu una spedizione imponente composta da 350 portatori, 20 Sherpa e tonnellate di provviste. A guidarla fu Sir John Hunt, Colonnello dell'esercito britannico. Gli inglesi avevano già provato a scalare l’Everest nel 1921 senza successo. Poi ci fu una lunga serie di altri tentativi andati a vuoto. Ma quando nel 1950 si scoprì la possibilità di un approccio meridionale alla montagna, improvvisamente la scalata della montagna più alta del mondo non sembrò impossibile. Nel 1952 l’alpinista Raymond Lambert raggiunse il Colle Sud, mentre Lambert e lo Sherpa Tenzing Norgay arrivarono fino agli 8598 metri della Cresta Sud-Est: un’altezza mai toccata da nessuno fino a quel momento. Nel 1953 gli inglesi ingaggiarono proprio lo Sherpa Tenzing Norgay nella loro spedizione. C'era anche il 33enne Edmund Hillary, in perfette condizioni fisiche e alla quarta spedizione sull’Himalaya in poco più di due anni. Temprato dalle cime ghiacciate della sua amata Nuova Zelanda, fu da subito uno dei favoriti per affrontare la scalata. La missione però subì una brusca frenata a causa delle difficoltà ambientali e dei problemi di ossigeno. 

 

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Per percorrere il tratto svizzero sulla parete del Lhotse, la spedizione britannica impiegò ben 12 giorni. Ma il 21 maggio 1953 riuscì a raggiungere il Colle, campo base ideale per tentare la scalata della vetta. Tom Bourdillon, ex Presidente dell’Oxford Mountaineering Club, e Charles Evans, un neochirurgo, furono i prescelti. Arrivarono fino alla cima sud a 8748 metri, ad appena 101 metri dalla vetta. Ma l’ossigeno stava per finire e così furono costretti a tornare indietro. Passarono tre giorni e toccò a Hillary e Tenzing, che era un vero e proprio veterano dell’Everest. La coppia arrivò sulla cima dell’Everest, a 8849 metri, alle 11.30 del mattino del 29 maggio. I due, dopo una stretta di mano, si abbracciarono e rimasero sulla vetta circa 15 minuti prima di iniziare la discesa. Di comune accordo con John Hunt, Edmund Hillary e Tenzing Norgay non dissero inizialmente chi per primo avesse raggiunto la vetta. Lo rivelerà anni dopo Tenzin Norgay nella sua autobiografia dal titolo “Tiger of the Snows” in cui farà il nome di Hillary. Dopo Edmund Hillary e Tenzing Norgay migliaia di persone hanno cercato di ripetere la loro impresa. Ad oggi sono più di 5mila quelli che ce l’hanno fatta, 300 le persone morte. 

 

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